"Mi serve un'email temporanea Gmail." Questa frase arriva nella nostra casella almeno un paio di volte a settimana, quasi sempre scritta così, di fretta. Gestiamo TempsMail, quindi la risposta la conosciamo bene — ed è una risposta che a molti non piace: un indirizzo temporaneo con dominio @gmail.com non esiste. Non è che nessuno l'abbia ancora inventato. È Google che non lo offre, e ha i suoi motivi.
Però la richiesta ha senso. Chi la scrive non vuole letteralmente Gmail: vuole che il sito accetti l'indirizzo senza storcere il naso. Vediamo cosa si può fare davvero, cosa promettono i siti che dicono il contrario, e dove finisce la strada.
Per creare un indirizzo @gmail.com serve un account Google. Punto. Registrazione, password, spesso un numero di telefono per la verifica, e da qualche anno anche un controllo antifrode che blocca le creazioni a raffica dallo stesso dispositivo. Tutto il contrario di un'email usa e getta, che per definizione deve nascere in due secondi e senza dati.
I servizi che generano indirizzi temporanei — il nostro compreso — usano domini propri, con i loro record MX puntati su un server che riceve tutto. Non abbiamo accesso all'infrastruttura di Google e non potremmo averlo. Quando un sito ti dice "genera email temporanea Gmail gratis", nella pratica sta facendo una di queste tre cose:
Nessuna delle tre è quello che cercavi. La buona notizia è che dentro Gmail c'è già uno strumento onesto, e quasi nessuno lo usa.
Se hai già un indirizzo Gmail, puoi crearne infinite varianti senza registrare nulla. Google lo spiega nelle proprie guide: basta aggiungere un segno + e una parola qualsiasi prima della chiocciola. Se il tuo indirizzo è [email protected], funzionano anche:
Tutto arriva nella stessa casella, e puoi creare un filtro che sposta o etichetta automaticamente i messaggi in base alla variante che li ha ricevuti. C'è anche la storia dei punti: su @gmail.com i punti nel nome utente vengono ignorati, quindi [email protected] e [email protected] finiscono nella stessa casella. Attenzione però — Google precisa che questa regola non vale se usi Gmail attraverso un'azienda o una scuola con dominio personalizzato: lì i punti cambiano eccome l'indirizzo.
Ti basta quando vuoi capire chi ha venduto i tuoi dati. Ti iscrivi con +negoziox, sei mesi dopo arriva spam a quell'indirizzo, e sai esattamente da dove è partito. Ti basta anche per tenere in ordine la casella senza aprire altri account.
Qui sta il punto che molte guide saltano. L'alias con il + non è anonimo: dopo la chiocciola c'è il tuo indirizzo vero, e togliere la parte dopo il + è banale. Molti siti lo fanno in automatico proprio per impedirti di aprire dieci account con lo stesso indirizzo, e diversi moduli di registrazione rifiutano direttamente il carattere + come "email non valida". Se il tuo obiettivo era non dare il tuo indirizzo vero, l'alias non risolve: lo sta solo vestendo diversamente.
Ogni tanto qualcuno ci scrive che "Google sta per lanciare gli indirizzi usa e getta". Mettiamo ordine. Nel novembre 2024 Android Authority ha trovato, dentro una versione beta dei Play Services, delle stringhe di codice che facevano riferimento a una funzione chiamata Shielded Email: indirizzi mascherati, generati al momento della registrazione, che inoltrano la posta alla casella principale — in sostanza quello che Apple e DuckDuckGo fanno da anni.
Da allora: nessun annuncio ufficiale, nessuna documentazione, nessuna data. A oggi resta una funzione trovata nel codice e mostrata in qualche anteprima, niente di più. Se un articolo ti dice che puoi usarla adesso, sta correndo troppo.
Nel frattempo, alternative vere che mascherano l'indirizzo esistono già: DuckDuckGo Email Protection è gratuito, ti dà un indirizzo @duck.com e alias illimitati; Hide My Email di Apple richiede un abbonamento iCloud+, con l'unica eccezione del pulsante "Accedi con Apple", che genera l'indirizzo mascherato ma funziona solo sui siti che quel pulsante ce l'hanno. Sono strumenti diversi da un'email temporanea: inoltrano nella tua casella vera, quindi restano legati a te. Ottimi per le iscrizioni che vuoi tenere, inutili per quelle che vuoi dimenticare.
Tra le ricerche più frequenti c'è proprio questa, con la password. Ha una logica: se una casella ha una password, è tua, ci torni domani, nessun altro entra. Solo che una casella temporanea funziona all'opposto — la apri da un link, senza registrazione, e proprio per questo ci vogliono due secondi.
Te lo diciamo senza girarci intorno, anche se è il limite del nostro servizio: una casella temporanea non ha una password e non è privata nel senso in cui lo è Gmail. Chi conosce o indovina l'indirizzo può aprire la stessa casella e leggere quello che c'è dentro. La posta non è cifrata e viene cancellata dopo poco. Va benissimo per un codice di conferma che usi entro trenta secondi. Non va bene per niente che tu voglia ritrovare, o che tu non voglia far leggere a nessun altro.
Se ti serve una password, ti serve una casella vera. Se ti serve solo ricevere un codice e sparire, ti serve una email temporanea — e il dominio, a quel punto, conta molto meno di quanto pensi.
Dopo un po' che leggi le richieste degli utenti, gli usi sensati si riducono sempre agli stessi:
Se ti serve solo il tempo di ricevere un codice, la nostra casella da 10 minuti è pensata esattamente per quello. E se ti stavi chiedendo se da un indirizzo temporaneo si possa anche spedire, abbiamo scritto un pezzo apposta su perché quasi nessun servizio lo permette.
Mai per account bancari, INPS, Agenzia delle Entrate, SPID, assicurazioni, o qualsiasi cosa collegata a un pagamento. E mai per un account che pensi di usare ancora tra un mese: quando il sito ti chiederà di recuperare la password, quella casella non esisterà più e non ci sarà nessuno — nemmeno noi — che possa restituirtela. È la richiesta più triste che riceviamo, e arriva puntuale.
Un'ultima cosa pratica: parecchi siti rifiutano i domini temporanei in fase di registrazione. Esistono blocklist pubbliche su GitHub con oltre centomila domini usa e getta, aggiornate ogni giorno, e molte piattaforme le consultano direttamente. Se l'indirizzo viene respinto non è un guasto: è il sito che ha deciso così. Vuoi entrare comunque? Allora serve un indirizzo vero, oppure un alias mascherato tipo DuckDuckGo. Puoi leggere qualcosa in più su di noi nella pagina About.
No. Un indirizzo @gmail.com richiede un account Google con registrazione e, quasi sempre, verifica telefonica. I siti che promettono il contrario usano un dominio proprio oppure rivendono account altrui.
No. È una variante del tuo indirizzo reale, documentata da Google, utile per filtrare e capire chi diffonde i tuoi dati. Non è anonima e diversi siti la rimuovono o la rifiutano in fase di registrazione.
Per registrare un account Google serve un indirizzo che Google consideri affidabile, e i domini usa e getta in genere non lo sono. Se il tuo obiettivo è aprire un account Google, un indirizzo temporaneo non è lo strumento giusto.
No. Si apre da un link, senza registrazione, e chiunque conosca l'indirizzo può vederne il contenuto. Perfetta per un codice usa e getta, sbagliata per qualsiasi cosa personale.
Poco, per scelta. I messaggi vengono eliminati automaticamente e l'indirizzo smette di essere tuo. Se ti serve conservare qualcosa, salvalo subito o usa una casella vera.